Rapallo mette il silenziatore alla musica
Scritto da Redazione Carega News il 13 Luglio 2026
Non è una protesta contro le regole. È una protesta contro l’incapacità del Comune di gestire un’attività culturale e ricreativa come quella musicale.
È questo il messaggio che arriva in queste ore da esercenti, musicisti e operatori del settore dell’intrattenimento dopo i controlli che, nell’ultimo fine settimana, hanno portato all’interruzione di alcune esibizioni musicali dal vivo in diversi locali cittadini.
La vicenda è esplosa dopo l’intervento della Polizia Locale e il successivo comunicato dell’Amministrazione comunale, che ha rivendicato la correttezza dell’operato degli agenti richiamando le disposizioni della legge quadro nazionale sull’inquinamento acustico (Legge 447/1995), della normativa regionale ligure e del Regolamento di Polizia Urbana.
Ma secondo chi lavora quotidianamente nel settore, il vero nodo della questione sarebbe un altro: la mancata adozione, da parte del Comune di Rapallo, di uno specifico regolamento comunale capace di disciplinare in modo chiaro e uniforme le attività musicali dal vivo e le relative deroghe acustiche. E, aggiungiamo noi, soprattutto un regolamento che non tratti la musica come un qualcosa di fastidioso e pericoloso per cittadini e turisti!
Da sempre, almeno d’estate, la musica dal vivo ha rappresentato uno degli elementi caratterizzanti dell’offerta turistica rapallese: bar, ristoranti e stabilimenti balneari hanno potuto proporre concerti acustici, piccole band e intrattenimento musicale contribuendo in estate ad animare il lungomare e il centro storico. Una realtà che non può essere improvvisamente assimilata a fenomeni di “mala movida” o a presunte “discoteche abusive all’aperto”.
Infatti non stiamo parlando di rave o impianti ad altissimo volume bensì di musicisti professionisti che si esibiscono davanti a famiglie e turisti, creando un’atmosfera che ha sempre rappresentato un valore aggiunto per l’economia cittadina.
La contestazione che emerge, infatti, riguarda proprio il quadro normativo locale. La legge nazionale del 1995 e la normativa regionale ligure prevedono che i Comuni si dotino di strumenti regolamentari capaci di definire modalità, limiti e deroghe per lo svolgimento di attività temporanee e manifestazioni con emissioni sonore.
Per stessa ammissione dell’amministrazione, Rapallo non ha mai completato questo percorso con un regolamento organico e specifico dedicato agli eventi musicali e ciò rappresenta una lacuna che genera una situazione di incertezza interpretativa, oggi sfociata in una stretta improvvisa che rischia di colpire pesantemente un intero comparto professionale (ed economico!!).
Non si contestano i controlli né il diritto dei residenti al riposo, ma il fatto che si scarichino sugli esercenti ed i musicisti le conseguenze di un vuoto regolamentare che dura da anni. Se mancano strumenti chiari e procedure applicabili, non può essere chi organizza un concerto a pagarne il prezzo!
Questa inattività da parte del Comune chiaramente porta ad una drastica riduzione delle occasioni professionali per i musicisti, i tecnici audio, per gli organizzatori ed i lavoratori stagionali… proprio nei mesi estivi, ovvero quando si concentra la maggior parte degli ingaggi.
Il Comune deve capire una volta per tutte che la musica dal vivo non è un problema di ordine pubblico, bensì lavoro, cultura e turismo. Bloccandola senza una soluzione alternativa si rischia di impoverire l’offerta della città e di penalizzare decine di professionisti.
La soluzione infatti non può e non deve essere un divieto (di diritto o di fatto) a suonare, poichè in una località turistica come Rapallo si dovrebbe puntare a trovare un equilibrio tra le esigenze di residenti, attività economiche e visitatori, evitando decisioni esclusivamente restrittive.
La soluzione è quella di predisporre un regolamento che consenta lo svolgimento delle attività musicali nel rispetto dei limiti acustici e della convivenza civile, senza però soffocare la vita culturale e turistica della città. Le regole devono esistere (nessuno ha intenzione di alimentare lo scontro con il Comune né mettere in discussione il lavoro della Polizia Locale), ma queste devono essere definite prima e non applicate dopo trent’anni di vuoto normativo
Il rischio infatti non è solo quello di spegnere qualche amplificatore ma di annullare una parte importante dell’identità estiva della città
E questo non è tollerabile in un paese civile, moderno e turistico come Rapallo.
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