Rapallo, l’Oscurantismo Incontra la Politica: “Gender” e le minacce di Pro Vita

Scritto da il 11 Novembre 2025

Un grande ed aspro dibattito in città lo sta generando l’Associazione Pro Vita & Famiglia la quale ha organizzato a Rapallo (presso l. “’Hotel Italia e Lido) il prossimo 21 Novembre un convegno dal titolo piuttosto esplicito: “Gender – La minaccia europea” accompagnato da una foto che certamente rivela la sua chiara natura anti-gender ma soprattutto anti-europea, almeno per quanto riguarda l’argomento trattato.

E’ infatti noto che questa associazione, legata a filo doppio con la parte più radicale e conservatrice dell’ultra-destra italiana e mondiale, sostenga ovunque posizioni rigidamente ancorate a una visione tradizionale (e superata, oseremmo dire) della famiglia e della società, tentando in modo plateale di dipingere la parità di gender come un pericolo incombente (benchè ingiustificato) nei fatti.

La sua azione si manifesta spesso alzando i toni della discussione e, con il pretesto di difendere la famiglia dalla presunta minaccia LGBTQ+, si oppone a temi su cui l’Europa sta alacremente lavorando per costruire una società più equa, come ad esempio quello della violenza di genere, del gender-gap retributivo (inteso come l’odiosa differenza di retribuzione tra un uomo ed una donna che ricoprono la stessa funzione all’interno della stessa azienda) e l’ampio tema delle pari opportunità: tali tematiche (es. la promozione di un maggiore equilibrio di genere nei ruoli decisionali e la protezione delle persone dalla violenza) non rappresentano certo un’ideologia astratta o pericolosa, ma risposte concrete a disuguaglianze reali e persistenti.

Tuttavia mentre l’Europa si impegna per un futuro di inclusione, l’associazione Pro Vita & Famiglia porta a Rapallo un messaggio di chiusura, paura e ostilità verso la diversità, associando il concetto di “gender” a una “minaccia europea”… il tutto tramite una strategia retorica ricca di fantasmi e brandita per oscurare il dibattito sui diritti fondamentali, al fine di mantenere uno status quo restrittivo e discriminatorio.

Ma, come detto qui il dibattito ferve moltissimo e non si è fatto attendere il comunicato della Federazione PD del Tigullio, del Circolo PD di Rapallo e del gruppo civico ScegliAmo Rapallo (con il consigliere comunale Francesco Angiolani) i quali hanno espresso una posizione congiunta molto critica denunciando la disinformazione ed un tentativo di divisione dell’opinione pubblica a colpi di messaggi oscurantisti e fake news.  I messaggi inviati da Pro Vita si concentrano infatti su un’improbabile “ideologia gender” che però…  mai alcuno ha teorizzato o sistematizzato da nessuna parte.
Il comunicato invita inoltre l’amministrazione rapallese a prendere le dovute distanze dalla manifestazione oltre che da simili posizioni regressive.

Lato Pro Vita, la risposta a tali critiche si basa fondamentalmente su un richiamo al diritto di libertà di espressione e di riunione costituzionalmente garantiti, sulle accuse di silenzio (da parte del PD) e violenza in merito alle contestazioni e agli strappi dei manifesti, sulla già citata difesa della famiglia basata sul matrimonio tra un uomo e una donna e sostiene di agire esclusivamente per la tutela dei diritti fondamentali (come il diritto alla vita dal concepimento e la protezione della famiglia naturale).  In sostanza, la linea di replica è quella di rivendicare la legittimità del dibattito sui rischi delle politiche di genere e di accusare i propri oppositori di censura e intolleranza per aver cercato di delegittimare l’incontro di Rapallo.

Ora, per quanto questa newsroom cerchi di essere il più possibile laica ed equidistante dalle diverse posizioni in gioco, pare piuttosto evidente che in un simile caso le idee e la postura di tale Associazione non favoriscano certamente il dialogo tra i cittadini poiché artatamente essa sparge paure senza una reale minaccia di base e semplifica in modo tossico questioni complesse come l’identità, l’affettività e la scienza sociale. 
Un dibattito costruttivo, perché sia tale, richiederebbe l’accettazione del pluralismo e il rispetto per i dati scientifici, invece l’uso di termini allarmistici come “minaccia” e la sistematica demonizzazione delle politiche di inclusione sono la loro cifra più evidente con una chiara finalità di propaganda regressiva.

Rapallo (come l’Europa intera) merita una discussione che sia all’altezza della complessità e dell’inclusività necessarie per affrontare il futuro, e non visioni grottesche e sostanzialmente “terrapiattiste” di rapporti sociali e questioni identitarie dell’essere umano totalmente false.

Senza contare che spesso parte della politica nazionale e locale autorizza e talvolta sostiene idee e manifestazioni di questo tenore. C’è da sperare che qui da noi, da questo punto di vista e almeno per questa volta… non ci si debba porre il problema!

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